Manifesto

Manifesto
Associazione Città Nuova Relation

CNR nasce e si sviluppa in un ambiente culturale e vitale che cerca di promuovere concretamente, e lasciare emergere, sia nei rapporti umani e sia nelle produzioni culturali, una “fraternità” che è espressione di un umanesimo comunitario e personale. Il fondamento spirituale e culturale di tale umanesimo è eminentemente espresso dalla proposta evangelica, dalla quale si ritiene emerga un modello di relazionalità, che implica la reciprocità e che è finalmente qualificabile propriamente come fraternità.
In tale prospettiva la fraternità si presenta come una “reciprocità” che non è tanto espressione di una logica distributiva, bensì di una logica della “sovrabbondanza”: è propriamente la reciprocità nell’esercizio del principio, che è anche regola aurea, dell’amore al prossimo.
La “cultura” che qualifica la stessa concezione della fraternità, non è pertanto da intendere come una dimensione definita e “imbalsamata” di nozioni da comunicare e diffondere; la stessa concezione della cultura che CNR intende promuovere e contribuire a “creare”, è al tempo stesso tradizione e crescita (come apertura e generazione) attraverso la coscienza, il tempo e la “relazione”.
Tale proposta culturale dà grande valore alla dimensione esperienziale, vista come offerta di senso che può diventare patrimonio culturale diffuso.  
In tale contesto, la concezione dell’uomo che l’associazione intende valorizzare e al tempo stesso tentare di elaborare ulteriormente, è espressione di un’antropologia anch’essa relazionale e comunitaria.
È  quanto mai urgente oggi una rinnovata prospettiva antropologica capace di considerare insieme e articolare il rapporto tra “identità” e “diversità” tendendo ad una “unità nella distinzione”.
Tale considerazione della persona sembra debba essere letta almeno sotto tre dimensioni (esistenziali e vitali), che insieme concorrono a qualificarne l’identità: quella spirituale, quella psicologica e quella corporea.
Le stesse tre dimensioni concorrono a qualificare le tre forme fondamentali di apertura e relazione, nelle quali si gioca appunto il rapporto tra identità e diversità: quelle dell’uomo che si rapporta a se stesso, agli altri e all’“Altro”.
Proprio sul “tra”, sulla relazione, CNR intende porre la propria attenzione: non interessa quindi soltanto il risultato, un “prodotto” culturale definito, per esempio, in quanto opera visibile; centrale è piuttosto l’attenzione al “come” si può raggiungere un certo obiettivo e al come si possono creare condizioni di un incontro profondo tra “persone”, anche di culture e convinzioni diverse, che possa esprimere al meglio le alterità in gioco.
Perché vi sia una “relazione” che esprima al massimo grado le stesse diversità, occorre in ogni caso che esse si mostrino nella loro “pienezza” (in altri termini non si ha relazione e tantomeno relazione di fraternità, se i soggetti in gioco non esprimono al massimo grado le loro identità intese come patrimonio spirituale e umano del quale esse sono depositarie).
In tale contesto quindi la relazione non sarà soltanto un momento di passaggio ma, al tempo stesso, un momento di comprensione (mai ultimamente definita, ma pur sempre risultato di un incontro), un’occasione per “tenere insieme”, in maniera nuova e mai statica ma sempre aperta a nuove “alterità”, identità diverse.
La stessa “relazione” in tale contesto si presenta dunque come il terzo termine di un dialogo a due o più.
È in questo senso che il mezzo, il tramite di un processo dialogico, la relazione, diventa il fine e come tale essa stessa si presenta quale “oggetto” privilegiato delle opere prodotte ed in un certo senso, proprio come momento di comprensione, essa stessa oggetto privilegiato della riflessione culturale che CNR intende sostenere e promuovere da subito.
La relazione è occasione di costante miglioramento dell’uomo e proprio per questo essa esige una formazione che “comprenda” le diverse dimensioni dello “stare con” e dell’essere “tra” gli altri. Ripensata come tramite e oggetto di un processo dialogico, la relazione sembra mostrarsi propriamente come “cultura”, intendendo per esempio il termine in una accezione tipicamente umanista, cioè come il processo della formazione specificamente umana.  
Nella nostra società  sembra essere una esigenza irrinunciabile a vari livelli, quella di valorizzare le “relazioni” e di “creare rete”. È quanto mostrano per esempio già numerosi organismi, associazioni, enti e movimenti, così come singoli esponenti del mondo della cultura che da tempo sono necessitati o scelgono di lavorare insieme e che in alcuni casi concorrono a diffondere e sostenere l’idea della fraternità.
CNR vuole essere quindi, in un primo momento, soltanto il luogo in cui tale esigenza di “relazione” sia la dimensione privilegiata.
L’utilizzo del termine relazione in inglese, la lingua oggi più universalmente conosciuta, vuole connotare ulteriormente il carattere aperto dell’associazione e delineare le tappe per il futuro percorso, nel quale peraltro non si dovrà mai perdere il fondamento originario basato su un umanesimo cristiano, che proprio nell’apertura vede la sua universalità, intendendo confrontarsi con altre tradizioni culturali e religiose nelle quali vede “semi del verbo” (come diceva già Giustino), “tracce di verità”.
CNR ricercherà pertanto e favorirà l’incontro, quindi la relazione, con ogni sapere da qualsiasi fonte provenga, ponendo attenzione alle peculiarità e alla diversità di ogni punto di vista.
Nel concreto, per fondare, promuovere e diffondere una cultura della relazione (una cultura che è relazione), l’associazione vuole impegnarsi concretamente nello stabilire rapporti di reciprocità con i soggetti singoli o le realtà associate con cui stabilirà nel tempo accordi di collaborazione, sia sporadica che sistematica.
La “pluralità”, la “diversità”, l’“alterità”, vengono quindi visti come preziose opportunità per dialogare e crescere, non soltanto per entrambi i soggetti “nel” dialogo, ma per l’intera comunità umana che in CNR potrà trovare un prezioso luogo di incontro, tanto più ampio quanto più ampia sarà la rete che riuscirà a fare crescere. 
Per perseguire i propri scopi, in una prima fase, l’Associazione si propone di accogliere, sostenere e promuovere, mettendole in rete, le attività e le realtà già esistenti (pubblicazioni, convegni, momenti di incontro…e le diverse iniziative segnalate) che concorrono sia alla valorizzazione delle identità culturali, sia alla promozione di una cultura del dialogo tendente alla “unità nella distinzione” delle culture.
Proprio nel “mettere in rete” ciò che già c’è e corrisponde al modello relazionale prospettato dall’associazione, C.N.R. vuole presentarsi come “luogo di incontro” tra persone che potranno quindi, successivamente, progettare insieme e lavorare a nuove iniziative condivise.
L’associazione stessa intende quindi attivarsi per elaborare, presentare e proporre, progetti di ricerca (pensati e da portare avanti insieme con università –pubbliche e private-, enti di ricerca e singoli esperti) che pongano al centro la questione antropogica nella prospettiva dell’umanesimo comunitario e personale che C.N.R. intende sosetenere; tali ricerche, che nelle intenzioni vogliono essere condotte in una prospettiva al tempo stesso “inter-disciplinare” e “inter-culturale” (pur consapevoli della complessità di tale operazione e consci che ciò esigerà tempi molti lunghi), dovranno pervenire ad una prima elaborazione e divulgazione scientifica (tramite pubblicazioni o altri tipi di prodotti editoriali o mezzi di comunicazione) alla quale dovrà fare seguito un’opera di mediazione culturale che possa rendere fruibili a più persone (in convegni, prodotti multimediali, articoli, libri…) i risultati e le ricerche condotte.